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La fine della stagione delle riforme – Le inchieste di Daniele Biacchessi

La fine della stagione delle riforme

Le inchieste di Daniele Biacchessi

Il sogno di Matteo Renzi di realizzare riforme condivise con l’opposizione è formalmente naufragato nel rifiuto di Silvio Berlusconi.

“Noi ci schieriamo contro, Matteo è arrogante e non ha chiuso la guerra civile che dura da 20 anni”, ha detto il leader di Forza Italia.

In realtà il cosiddetto Patto del Nazareno era già stato rotto nei giorni dell’elezione del neo presidente della Repubblica Sergio Mattarella, quando Renzi preferì il profilo di un cattolico progressista a quello di un ex socialista come Giuliano Amato.

A Renzi cosa resta da fare?

In primis prendere atto che in Italia il dialogo tra maggioranza e opposizione in tema di riforme istituzionali è praticamente impossibile fin dai tempi della Commissione Bicamerale e che la stagione dell’avvicinamento è breve e quasi mai foriera di accordi duraturi.

Ora il premier vuole comunque portare a casa la riforma costituzionale.

Certo, Renzi punterà, come del resto ha annunciato sulla sua Enews, ad una legittimazione popolare attraverso un referendum finale.

Ma si sa, negli ultimi anni i referendum sono disertati dagli italiani.

Figuriamoci se si tratta di un tema così poco popolare e destinato ai soli appassionati di cose politiche.

Una cosa pare certa.

Senza i voti di Forza Italia, Lega, M5s, e i forti mal di pancia della minoranza democratica l’Italicum resta un provvedimento monco e incompiuto.

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