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Il terrorista della porta accanto – Le inchieste di Daniele Biacchessi

Il terrorista della porta accanto – Le inchieste di Daniele Biacchessi

La nuova ondata di terrorismo “fai da te” che si richiama all’Isis mette in subbuglio i servizi di intelligence europei e americani.

Perché a Copenaghen, Omar Abdel Hamid el Hussein, l’autore del doppio attacco di sabato, non faceva parte in modo organico di un’organizzazione, ma ha agito da solo, come fosse una cellula in sonno che, al suo risveglio, ha provocato la morte di 2 persone e il ferimento di cinque agenti.

E’ il terrorista della porta accanto.

Il killer di Copenaghen viveva nel quartiere di Norrebro, nella periferia della capitale danese. case basse in mattoni, al massimo cinque piani, oltre cento palazzine dove vivono in gran parte immigrati.

Per tutti, Norrebro è un ghetto, e in quel non luogo, Omar dettava legge perché era il leader di una delle molte bande locali del quartiere.

L’ultima azione, prima di essere ucciso dalla polizia danese davanti alla sua abitazione, Omar la aveva indirizzata contro un ragazzo di 18 anni, accoltellato in quanto ritenuto colpevole di essere un infedele, un miscredente.

Per questo fatto, Omar è entrato in prigione.

Poi sabato scorso, il terrorista è uscito dalla porta accanto e si è travestito da killer, è entrato sparando al Caffè Krudttonden, ha ucciso il regista Finn Norgaard, anche se il suo vero obbiettivo era il disegnatore svedese Lars Vilks, autore di numerose vignette su Maometto.

Non contento, Omar ha attaccato la sinagoga uccidendo il guardiano.

Quanti Omar sono in circolazione si chiedono oggi le polizie di mezzo mondo?

Quali possono essere i sistemi per individuarli?

Ciò che sconcerta è che Omar la polizia danese lo conosceva assai bene, ma non si immaginava che dietro a quella figura di ragazzo spavaldo e violento, si potesse celare un seguace dell’Isis.

Il timore è che sia veramente impossibile prevenire azioni come quelle di Copenaghen e che il rischio sia alto.