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Storie di tumulti in Parlamento – Le inchieste di Daniele Biacchessi

Storie di tumulti in Parlamento – Le inchieste di Daniele Biacchessi

Restano certamente poco edificanti le immagini della scazzottata “a sinistra” tra deputati del Pd e di Sel nelle aule parlamentari, con l’espulsione dei loro colleghi del M5S.
Nel luogo istituzionale per eccellenza, vengono ritratti volti paonazzi dall’ira e dalla rabbia,

pugni stretti, deputati in piedi con aria provocatoria, cravatte slacciate. Stanotte il tema scelto era l’accantonamento dell’articolo 15 sulle riforme, ma quelle scene non sono inusuali.
Come ci ricorda un bel libro di Sabino Labia, il Parlamento non è nuovo a risse e scontri.
C’è l’eccentrico senatore di An Nino Strano che, a Palazzo Madama, il 24 gennaio 2008 insulta e sputa in faccia a Nuccio Cusumano che annuncia di voler votare la fiducia a Romano Prodi, ormai senza maggioranza.
C’é Domenico Gramazio che brinda con il prosecchino la caduta di Prodi.
Ma se si torna ancora indietro nel tempo le scene sono ancora più preoccupanti.
Nel marzo del 1949, in occasione della discussione per l adesione dell Italia al Patto Atlantico, mentre la celere circondava Montecitorio e in molte città si verificavano
scontri di piazza con morti e feriti tra militanti del Pci e forze dell ordine, all interno dell aula gli onorevoli se le davano di santa ragione incuranti di ciò che accadeva nel resto del Paese.
Negli anni Quaranta e Cinquanta, a incitare agli scontri fisici erano i comunisti capeggiati da Giancarlo “Tarzan” Pajetta, così soprannominato per i suoi salti da un banco all altro alla ricerca della mischia.
Negli anni Settanta e Ottanta la scena fu rubata dal duo radicale Cicciomessere-Aglietta protagonisti di alcuni colpi di rilievo come il lancio nel 1981 del regolamento parlamentare contro la presidente della Camera Nilde Jotti.
Negli anni Novanta è stata la volta della lega e dei suoi rappresentanti, capeggiati dal comandante Cè.
In tempi più recenti abbiamo assistito all’occupazione delle aule parlamentari da parte dei deputati del M5s, ma lo scontro è rimasto sempre tra opposte fazioni politiche.
Probabilmente la scazzottata tra Pd e Sel trae origine nei lasciti di alcune piazze degli anni Settanta più che nel bon ton da utilizzare utilizzare in certi luoghi istituzionali.
di Daniele Biacchessi