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Le nuove misure antiterrorismo – Le inchieste di Daniele Biacchessi

Le nuove misure antiterrorismo – Le inchieste di Daniele Biacchessi

L’ordine è prevenire possibili attentati in Italia. Così, dopo le stragi di Parigi e la ripresa delle attività terroristiche di organizzazioni e di singoli militanti jhadisti in tutta Europa, anche il nostro Paese si sente nel mirino di ritorsioni. Espulsioni preventive di tipo amministrativo, blocco di conti bancari sospettati di finanziare la jhad, collaborazione tra le varie polizie europee, sostanziale alto stato di allerta generale. Ma il contrasto al terrorismo in Italia ha avuto alterne vicissitudini.

Gli apparati dello Stato sono passati dalla forte attenzione dimostrata dopo le stragi del 11 settembre 2001 e delle successive di Madrid e Londra, all’allentamento generale degli ultimi cinque anni.
E’ vero che gli investigatori e gli inquirenti sono impegnati su diversi fronti, in primis la lotta alle mafie e alla criminalità organizzata, ma è altrettanto accertato che non c’è stata una analisi seria sul piano preventivo, e le risposte di questi giorni, confuse e raffazzonate, restano di tipo emergenziale, cioè messe in campo in modo tardivo.
La proposta più importante, la nascita di una procura nazionale antiterrorismo, è rimasta nei cassetti del Parlamento numerosi anni ed è stata tirata fuori solo dopo la strage contro Charlie Hebdo.
La stessa preparazione dell’intelligence sul terrorismo islamico è media e si basa essenzialmente su rapporti dei servizi segreti europei, americani e mediorientali.
Non c’è una specifica conoscenza del fenomeno e le informazioni che passano sono spesso superficiali.
Uno degli uomini più preparati dell’antiterrorismo, una vera cerniera di sapere tra passato e presente come l’attuale procuratore capo della Repubblica di Torino Armando Spataro, al nostro giornale radio ha detto che “la principale minaccia per l’Italia arriva dai gesti isolati o da gruppi molto piccoli”.
Le misure al momento messe in campo sembrano invece tentare di colpire grandi organizzazioni terroristiche piuttosto che indirizzare gli investigatori verso tracce diverse.
di Daniele Biacchessi