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Caccia a Matteo Messina Denaro – Le inchieste di Daniele Biacchessi

Caccia a Matteo Messina Denaro – Le inchieste di Daniele Biacchessi

VIDEO – Guardia di Finanza e Carabinieri sequestrano beni immobili e disponibilità finanziarie per oltre 20 milioni di euro all’organizzazione mafiosa capeggiata dal latitante Denaro

E’ il cruccio del premier Matteo Renzi, quell’incubo che non gli fa dormire sonni tranquilli. Lui è Matteo Messina Denaro, l’ultimo dei grandi latitanti di mafia della stagione degli attentati e delle stragi del 1992 – 1993. Da diversi anni, gli investigatori stringono sempre più il cerchio intorno alla sua fittissima rete di protezione che gli permette di sfuggire alla cattura. L’ultima operazione in ordine cronologico è avvenuta proprio stamattina.

Finanzieri e carabinieri hanno scoperto un’altro aspetto degli affari del boss trapanese. Non solo i proventi dagli appalti dei lavori dei parchi eolici in Sicilia. L’ultimo business di Messina Denaro ruotava attorno all’oleificio della società “Fontane d’oro sas”, una realtà importante del settore. Ufficialmente era intestata a due fratelli imprenditori di Campobello di Mazara, in realtà sarebbe stata diretta da uno dei fedelissimi della primula rossa, Francesco Luppino, che dava disposizioni dal carcere attraverso la moglie. Dopo le prime indagini e un sequestro, l’imprenditore trapanese Aldo Di Stefano si sarebbe prodigato per far trasferire due rami dell’azienda “Fontane d’oro” ad altri prestanome. Era l’ennesimo stratagemma per coprire la gestione di Luppino, l’uomo di Messina Denaro. E ora, così per Massimo Carminati boss di Mafia Capitale, ci si chiede quali connivenze e protezioni hanno permesso la latitanza di Matteo Messina Denaro per un tempo così lungo. Anche perché nel frattempo, i grandi capi di Cosa Nostra a uno a uno sono tutti caduti, arrestati, non a caso, nei loro territori di maggiore influenza: Totò Riina, Bernardo Provenzano, Giovanni Brusca, Nitto Santapaola. La fine della sua corsa sarebbe imminente, almeno così ci fanno capire gli ultimi sviluppi delle inchieste.

di Daniele Biacchessi

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