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Storia del “Nero” Massimo Carminati- Le inchieste di Daniele Biacchessi

Storia del “Nero” Massimo Carminati- Le inchieste di Daniele Biacchessi

L’uomo al vertice dell’organizzazione mafiosa azzerata dagli investigatori romani viene da lontano.

Lui è Massimo Carminati, il Nero di Romanzo criminale, e la sua storia attraversa una quarantina di anni di attività politico-criminali nel nostro Paese. Militante di Avanguardia Nazionale, partecipa alle manifestazioni e agli scontri di piazza degli anni Settanta. Denunciato e condannato più volte per rissa,violenza,aggressione, entra in contatto con la Banda della Magliana nel 1977.

Video – L’OPERAZIONE “MONDO DI MEZZO” – I

E’ protagonista e fondatore dei Nar, Nuclei armati rivoluzionari, insieme a Cristiano e Giusva Fioravanti, Franco Anselmi, Alessandro Alibrandi. Dalla fine del ’77 naviga sulla bordeline tra politica, crimine politico e organizzato, logge massoniche e servizi segreti. Non c’è storia d’Italia tra il ’78 e i primi degli anni Ottanta in cui dalle indagini non spunta il suo nome.

Video – L’OPERAZIONE “MONDO DI MEZZO” – II

E’ indagato per l’omicidio di Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci, due giovani del Leoncavallo assassinati il 18 marzo 1978 a Milano, in via Mancinelli, due giorni dopo il rapimento di Aldo Moro e l’uccisione della sua scorta, a pochi passi da via Montenevoso, il luogo in cui mesi dopo saranno scoperte le carte del memoriale dello statista democristiano. La sua posizione sarà archiviata nel 2000, perché al centro dell’accusa ci sono dichiarazioni de relato, in terza persona, di pentiti e collaboratori. Viene incriminato nell’inchiesta insieme a Giulio Andreotti, Claudio Vitalone, Michelangelo La Barbera, per l’omicidio di Mino Pecorelli, direttore dell’agenzia Op, avvenuto a Roma il 20 marzo 1979.

Video – L’OPERAZIONE “MONDO DI MEZZO” – III

Nel processo Pecorelli è assolto, esattamente come in quello per il gravissimo depistaggio del gennaio 1981 sul treno Taranto- Milano, successivo alla strage alla stazione di Bologna, insieme a Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte, vertici del Sismi.
Le condanne arrivano solo negli anni Novanta, dopo essere stato fermato e arrestato nel caveau del Tribunale di Roma di piazzale Clodio, mentre trafuga denaro e documenti dalle cassette di sicurezza di alcuni magistrati come Claudio Vitalone.

Video – L’OPERAZIONE “MONDO DI MEZZO” – IV

La giustizia gli infligge 10 anni di reclusione nel processo Colosseo, sulle attività più generali della Banda della Magliana, del cui arsenale militare in una depandance del Ministero della Sanità lui possedeva perfino le chiavi. Ci si chiede come un uomo di questo spessore criminale abbia potuto restare sostanzialmente intoccabile per tutti questi anni. Forse per la quantità di segreti che Carminati ancora oggi conserva gelosamente, in quanto uno degli ultimi capi della Magliana.

di Daniele Biacchessi

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