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A sinistra di Renzi – Le inchieste di Daniele Biacchessi

A sinistra di Renzi – Le inchieste di Daniele Biacchessi

Esiste uno spazio politico a sinistra di Matteo Renzi? Se ci si dovesse basare sui meri numeri parlamentari si tratta di una percentuale certamente bassa ma significativa, perché contro il Jobs Act del Governo alla Camera 29 deputati del Pd e 37 di Sel sono usciti dall’aula, e al Senato,

per evitare problemi, l’Esecutivo porrà certamente la fiducia sul provvedimento. Diverso è invece il ragionamento sulla base elettorale del Pd. I sondaggisti calcolano che a sinistra di Renzi vi sia un mercato politico tra l’8 e il 12%. In questo momento è occupato da molto meno delle sue potenzialità, in quanto l’opposizione interna resta ancora nel partito di Renzi, Sel è data intorno al 3% e non c’è una alternativa strutturata, un partito, un movimento oppure una federazione. Già, una federazione.
Il percorso ha avuto una accelerazione nelle ultime settimane e il cuore del progetto gravita intorno a Milano. Il primo appuntamento pubblico si è tenuto a Milano il 13 novembre, alla vigilia dello sciopero della Fiom Cgil. In una stipata sala dei congressi della Provincia di via Corridoni, Vendola, Civati, Fassina e Rota hanno provato a capire quel’è l’umore della base del Pd e di Sel, per aprire, dicono, una nuova stagione politica. Le riunioni e gli incontri proseguono in segreto ogni giorno. Il gruppo ha dapprima delineato una strategia parlamentare contro il Jobs Act e la legge elettorale, poi ha avviato un percorso in termini di struttura politica e la formula che ne sarebbe uscita è la federazione. L’appuntamento è a Milano dal 23 al 25 gennaio al Museo della Permanente. Lì si dovrebbe vedere davvero se il sogno di Vendola e Civati potrà camminare con gambe robuste oppure l’alternativa a Renzi si ridurrà in un minestrone elettorale senza progetto e pensiero lungo.
di Daniele Biacchessi