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Il crollo della partecipazione – Le inchieste di Daniele Biacchessi

Il crollo della partecipazione

Le inchieste di Daniele Biacchessi

Alle elezioni regionali in Emilia – Romagna, quello che balza all’occhio è il decisivo crollo della partecipazione.
In molti lo avevano previsto, ma non nei termini in cui si è palesata ieri l’astensione.
E’ accaduto che nella regione dove storicamente il tasso di attività politica e associativa è certamente il più alto del Paese, su 3,4 milioni di cittadini aventi diritto al voto solo metà si sono presentati ordinatamente ai seggi.
E gli altri? Sono semplicemente rimasti a casa.
Il commento del professor Romano Prodi che a Bologna vive da sempre va proprio in questa direzione: “sono dati preoccupanti”.
Cosa ha provocato questa lacerazione tra elettori e politica?
Sicuramente hanno pesato le inchieste sulle cosiddette “spese pazze” che hanno coinvolto larga parte dei consiglieri di tutti i gruppi politici.
Con ogni probabilità, una parte della base del Pd ha voluto dare un segnale ai vertici regionali e nazionali, scegliendo l’opzione della fuga dal voto.
I numeri ci dicono che l’astensione è uniforme in tutte le città dell’Emilia- Romagna, con punte a Rimini, Reggio Emilia, Parma e Piacenza, luoghi dove le elezioni sono roba quasi sacra.
In sostanza, rispetto alle regionali del 2010 ci sono 9-10 punti in meno di partecipazione.
Ma i dati di affluenza in Emilia- Romagna vanno in netta controtendenza con quelli registrati in queste ore Calabria, luogo storico di astensione, dove nelle province di Catanzaro e Reggio affiora una inaspettata e vibrante partecipazione.
Più che sull’esito delle elezioni, più su chi ha vinto o chi ha perso, forse la classe politica emiliana dovrebbe interrogarsi sul significato del non voto e sul progressivo allontanamento di un pezzo consistente di corpo elettorale adulto, colto e informato.