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Eternit e il nesso di causalità – Le inchieste di Daniele Biacchessi

Eternit e il nesso di causalità – Le inchieste di Daniele Biacchessi

Cos’è una fibra di amianto?
Polvere, polvere invisibile.
Una fibra di amianto è 1300 volte più sottile di un capello umano.
L’amianto serve come isolante di edifici, tetti, navi.Viene impiegato come materiale per l’edilizia (tegole, pavimenti, tubazioni, vernici, canne fumarie), nelle tute dei vigili del fuoco, nelle auto (vernici, parti meccaniche), ma anche per la fabbricazione di corde, plastica e cartoni.
Cosa può provocare il contatto con l’amianto?
L’inalazione anche di una sola fibra può causare il mesotelioma ed altre patologie mortali come il carcinoma polmonare.
Per l’inchiesta sull’amianto della Eternit di Casale Monferrato il problema non è tanto la prescrizione di un reato, in questo caso quello di disastro colposo, ma la difficoltà di dimostrare il nesso di causalità tra la morte di una persona e l’esposizione all’amianto. Su questo punto dolente, la scienza ha compiuto enormi passi in avanti e ha accertato che esiste una strettissima connessione tra il contatto con polveri d’amianto e il mesotelioma pleurico, un tipo di tumore che nelle zone intorno a Casale è aumentato a dismisura negli ultimi dieci anni.
Come si è potuto appurare nella recente sentenza di Cassazione, per il diritto penale il nesso di causalità resta il vero scoglio da superare nei processi di tipo ambientale.
Nel passato, molti dibattimenti sono naufragati su questo snodo fondamentale.
E’ accaduto fin dai primi degli anni Ottanta nell’inchiesta sull’accertamento delle resposabilità della Givaudan e Hoffmann La Roche nell’incidente alla Icmesa di Seveso del 10 luglio 1976.
Il quesito si è riproposto durante le udienze dei processi per i disastri ambientali al Petrolchimico di Marghera, Gela, Manfredonia, Stoppani, solo per ricordarne alcuni.
La scienza del diritto non è mai giunta ad una verità condivisa.
Tra le pieghe dell’interpretazione di sentenze di centinaia di cause civili e penali di tipo ambientale negli ultimi quarant’anni è nata l’ambiguità del dispositivo con cui si esclude la colpevolezza del proprietario della Eternit dalla contaminazione da amianto di una popolazione.
La prescrizione, ovvero la dilatazione dei tempi di un processo, è un fatto superabile con la volontà politica, ma se non si offre una risposta chiara e finale al quesito sul nesso di causalità, ci dovremmo attendere altre sentenze come quella sui fatti della Eternit.
di Daniele Biacchessi