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Il ritorno della violenza politica – Le inchieste di Daniele Biacchessi

Il ritorno della violenza politica – Le inchieste di Daniele Biacchessi

Torino e Bologna, sono luoghi dove storicamente sono presenti i collettivi e i centri sociali dell’autonomia. Tra venerdì e sabato, in queste due città si sono registrati violenti scontri con le forze dell’ordine. Nel capoluogo piemontese, le proteste contro il vertice europeo sul lavoro hanno portato al ferimento di tre agenti di polizia e al fermo di 3 manifestanti. E’ accaduto che dal corteo della Fiom, un gruppo di 300 tra anarchici e autonomi hanno ingaggiato alcune ore di guerriglia. Il sindacato critica la polizia per l’uso eccessivo di lacrimogeni, e la polizia si difende dicendo che gli addetti all’ordine pubblico sono stati attaccati con sampietrini, e altri oggetti contundenti. Poche ore dopo, al scena si sposta nel centro di Bologna dove si sono riviste scene da marzo 1977. Qui la strategia è stata diretta perché il corteo voleva impedire l’assembramento di militanti di Forza Nuova e ne è scaturita una guerriglia estesa con un bilancio grave: 19 feriti tra poliziotti e carabinieri. Ci si chiede se questi due fatti sono da ritenere episodi isolati oppure rappresentano davvero il ritorno di una stagione di violenza politica. La radicalizzazione dello scontro sociale è in atto da mesi e con ogni probabilità, l’assenza di una forte risposta politica potrebbe aumentare lo spazio di visibilità dei gruppi più intransigenti e meno inclini al dialogo. Ma è altrettanto certo che, proprio in momenti come questi, la gestione delle piazze dovrebbe essere meno superficiale. Infatti sabato pomeriggio a Milano, mentre a Bologna le strade bruciavano, nessun contatto c’è stato tra una grande manifestazione della Lega Nord e di casa Pound contro gli immigrati e un altrettanto grande corteo di antifascisti. E in quel caso il merito è certamente stato degli organizzatori delle due iniziative, ma anche del Questore di Milano Luigi Savina e del Prefetto Francesco Paolo Tronca che hanno adottato la linea del dialogo.

di Daniele Biacchessi