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Il mistero di Caivano – Le inchieste di Daniele Biacchessi

Il mistero di Caivano – Le inchieste di Daniele Biacchessi

Le uniche cose certe nel mistero di Caivano sono che Fortuna Loffredo di sei anni, il 24 giugno scorso è caduta dal balcone del settimo piano dell’isolato 3 della palazzina dello Iacp nella zona del Parco Verde e che la bimba ha subito un abuso sessuale cronico perpetrato per tanto tempo,come scrive l’esperto Nicola Balzano nella sua ultima perizia giudiziaria.

L’altro elemento certo è che la madre Domenica Guardato aveva lasciato la bambina mentre giocava al settimo piano del palazzo e, al suo ritorno da Napoli, la figlia era deceduta cadendo dal balcone.
Le direzioni in cui può andare questa indagine sono molte.
Partiamo dalle accuse della madre.
Lei sostiene che il presunto orco vive proprio in quel palazzo, che conserva sospetti circostanziati, ma non possiede prove provate, solo deboli indizi.
E non si può mandare in carcere una persona solo per dei sospetti. A luglio, pochi giorni dopo la morte di Fortuna, la Procura di Napoli Nord apre un fascicolo contro ignoti per omicidio volontario e violenza sessuale.
Gli investigatori scoprono che il 27 aprile scorso, giusto due mesi prima della morte di Fortuna, un altro bimbo, Antonio Giglio di tre anni, è caduto nel vuoto da un balcone dello stesso palazzo. Una coincidenza? Ciò che colpisce è che nessun abitante dell’interno 3 della palazzina della zona del Parco Verde ha risposto all’appello lanciato dalla madre e dal parroco di Caivano, don Maurizio Praticello: chi sa parli. Al momento, in quella zona ad altissima densità criminale, nessuno ha dunque collaborato, nessuno ha offerto anche un solo debole indizio per giungere alla verità. Ciò che mette paura e che a Caivano sembrano tutti muti e sordi, imprigionati in un muro di omertà e di silenzio.