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La nave fantasma del porto di La Spezia – Le inchieste di Daniele Biacchessi

La nave fantasma del porto di La Spezia – Le inchieste di Daniele Biacchessi

Pitelli, sponda orientale del golfo di La Spezia. Da lassù si vede il mare davanti alla città e quelle navi militari e civili che entrano ed escono dal porto, ogni giorno, ad ogni ora. Dalla collina puoi osservare la bellezza del golfo dei poeti, Portovenere, l’isola di Palmaria.Le case che stanno laggiù, dall’altra parte della baia, sembrano punti rossi persi in un mare di blu intenso. E i lievi pendii che vanno dalle Cinqueterre fino all’ultima propaggine del promontorio fanno la bellezza di un posto che sa di magia. E’ stato così da anni fino a quando gli scavi delle discariche abusive hanno distrutto uno spicchio d’Italia: sostanze tossico nocive ammassate una sull’altra, in un groviglio difficile da sbrogliare. Quattordici, quindici discariche che dominano da anni il lungomare dell’Arsenale di La Spezia. I cittadini sono preoccupati, formano comitati. Oggi dicono che la vicenda di Pitelli, pur chiusa da un nulla di fatto giudiziario, è una ferita ancora aperta che si manifesta nelle operazioni di bonifica sulla collina. E la recente missione degli “inviati” del ministero dell`Ambiente con contatori geiger e strumenti di rilevazione dell`inquinamento ha il sapore di una vicenda tutt`altro che conclusa. Le prime analisi hanno concluso, e questo va annotato, che in superficie non ci sono tracce di radioattività. Ma quello di la Spezia continua ad essere il porto dei misteri. L’ultimo è fresco fresco e risale a lunedì 3 marzo. Una nave bianca e blu, attracca lunedì notte al molo dell`Arsenale e riparte frettolosamente all`alba, dopo aver imbarcato un carico sconosciuto. C`è il mistero di uomini vestiti come astronauti che si muovono nel buio, di vigili del fuoco richiamati fuori dal turno quando già riposavano, della digos che sorveglia, dei mezzi della Marina militare disseminati a protezione intorno al porto. Di certo c’è che l’arrivo e la partenza della nave non sono stati annotati sui registri ufficiali del porto. E nessuna risposta giunge dalla marina militare, dal ministero dell’Interno, dal ministero della Difesa. Una nave russa proveniente dalla Francia? Un carico composto da materiali destinati ad una bonifica industriale?

di Daniele Biacchessi