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La lotta alla mafia è un bene comune

“La lotta alla mafia è un bene comune”. Le inchieste di Daniele Biacchessi


In un paese normale, non spetta ad uno scrittore come Roberto Saviano rilanciare la politica di contrasto alle mafie nel nostro Paese. In un paese normale la lotta alle mafia e alla corruzione dovrebbe essere, insieme al rilancio dell’occupazione e dell’economia, un bene comune da difendere. Invece un intellettuale ha dovuto ricordare al neo premier Matteo Renzi che senza il contrasto alle organizzazioni criminali, non ci può essere crescita, perchè in grandi parti del nostro Paese lo Stato non c’è e il controllo del territorio appartiene ancora ai boss. E’ così in Sicilia, Calabria, Puglia, Campania. E’ così nell’hinterland milanese e in molte città dell’Emilia Romagna, della Liguria, del Veneto, negli ultimi anni ai primi posti delle classifiche dei beni confiscati alle mafie. Dunque Saviano ha chiesto a Renzi su Repubblica di aggredire il tesoro dei clan: almeno 170 miliardi l’anno, una enormità, il 10% del Pil, qualcosa in grado di sistemare le casse dello Stato, azzerando il debito pubblico in pochi anni. E Renzi gli ha risposto in cinque punti: aggredire i patrimoni mafiosi, una giustizia più veloce, la certificazione antimafia, la riforma dell’Agenzia Nazionale Beni Confiscati, i dissesti provocati dalle mani mafiose negli enti locali. Si tratta di un’agenda ambiziosa, composta da ottimi provvedimenti annunciati che però sono insufficienti. La certificazione antimafia non serve a offrire legalità, perchè nella sola periferia di Milano, tra Buccinasco, Corsico e Trezzano, molte piccole aziende che si occupano di movimento terra sono gestite dalla ‘ndrangheta, perchè in Campania e in Calabria non si contano gli appalti pubblici a rischio di infiltrazioni delle cosche dei clan camorristici e delle ‘ndrine.I patrimoni mafiosi non vengono aggrediti, perché i boss gesticono gli affari sporchi direttamente dal carcere e addirittura minacciano i magistrati, come confermato recentemente dalle intercettazioni ambientali su Totò Riina. Oggi serve uno balzo in avanti, di cambio di passo, una sorta di rivoluzione. Mettere la lotta ala mafia tra i primi punti dell’agenda del governo. Oggi soprattutto c’è bisogno di una cultura della legalità diffusa. Ed è questo il punto centrale della lotta alla mafia. Senza questo scatto qualsiasi risposta legislativa sarà inevasa, esattamente come nel passato.

di Daniele Biacchessi