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I costi delle primarie

I costi delle primarie. Le inchieste di Daniele Biacchessi

i costi sono minimi, ma per ogni gazebo montato all’aperto bisogna pagare ai comuni la tassa di occupazione del suolo. Facciamo una media di 4 euro al giorno per metro quadrato occupato. Poi ci sono le spese vive di organizzazione: il materiale di propaganda cartaceo (manifesti giganti, manifesti più piccoli, locandine), il mantenimento e la cura del sito primariepd2013.it che è il vero cuore pulsante delle primarie, la grande banca dati dove è possibile registrarsi on line e trovare in tempo reale i seggi elettorali di riferimento. E ancora ci sono le spese di sostentamento di migliaia di volontari per l’intera giornata e quelle relative agli spostamenti delle centinaia di funzionari per il coordinamento, la raccolta dei dati e la loro trasmissione nelle sedi provinciali, regionali e nazionali. Le entrate dei singoli candidati sono trasparenti. Le donazioni on line sul sito di Matteo Renzi ammontano a 87.308 euro. Non c’è però alcuna traccia delle donazioni private che servono a finanziare la sua campagna delle primarie 2013. Anche per le ultime primarie di coalizione del 2012, non sono disponibili in rete il sito della fondazione bigbang e il link alla pagina delle entrate del Comitato per la candidatura. Boh, sarà un guasto del server.
Le donazioni per Pippo Civati sono 89,910 euro, ben sotto l’obiettivo di 200mila euro. Sul sito di Gianni Cuperlo permangono solo le coordinate bancarie per le donazioni, ma non sono disponibili cifre, eventuali obiettivi. Le entrate generali sono quelle derivanti dalle sottoscrizioni. Per votare alle primarie del Pd bisogna pagare 2 euro, ma molti elettori e militanti inseriscono qualche euro in più nelle apposite cassette. Facciamo una media di 4 euro a persona. Le previsioni parlano di un’affluenza di almeno 1 milione e mezzo di persone, ben sotto la quota di 3 102 709 di domenica 25 ottobre 2009 quando venne eletto segretario Pierluigi Bersani, ancora più sotto della consultazione del 14 ottobre 2007, quando con 3 554 169 di votanti venne eletto segretario Walter Veltroni. Se 1 milione e mezzo di votanti versassero una media di 4 euro, il Partito democratico incasserebbe in un sol giorno 6 milioni di euro. Non andranno a sistemare le casse del partito, ma certamente servirebbero a realizzare una tra le più importanti campagne pubblicitarie politiche degli ultimi anni.
Daniele Biacchessi