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Le tangenti di Sesto San Giovanni

Le tangenti di Sesto San Giovanni
di Daniele Biacchessi
C’è un processo in corso al Tribunale di Monza che sembra interessare poco o nulla il circo mediatico.
E’ il procedimento contro Filippo Penati.
Eppure ci sarebbero tutti gli ingredienti per una grande narrazione giudiziaria.
Perchè Filippo Penati, in Lombardia, è stato uno dei traghettatori dal Pci al Pds, ai Ds, fino al Pd.
Perché Filippo Penati operava in un osservatorio speciale e particolare: Sesto San Giovanni, la Stalingrado d’Italia, con le sue ex fabbriche protagonsite dello sviluppo economico italiano degli anni ’50/60.
La trasformazione di enormi aree dismesse era cosa troppo ghiotta per chi intedeva speculare e realizzare guadagni rapidi, immediati.
Così secondo l’accusa,Penati divenne il garante politico ombra di quegli affari come racconta Piero Di Caterina.
Maria Giulia Limonta, la segretaria di Piero Di Caterina, racconta in Tribunale la preparazione minuziosa delle buste ai politici, Penati in testa.
Ma Penati non è uomo qualsiasi deel vecchio apparato degli ex comunisti.
Lui è stato ex sindaco di Sesto San Giovanni, ex segretario provinciale dei Ds, ex presidente della provincia di Milano, ex segretario particolare di Pierlugi Bersani.
Perchè uno come lui, politico navigato, si brucia così, in modo ingenuo?
La politica costa.
Costano i manifesti pubblicitari con il volto di Filippo Penati candidato sconfitto alle penultime regionali contro Roberto Formigoni.
Costano gli spot promozionali trasmessi dalle tante tv locali.
Costano i passaggi televisivi nazionali, le cene nei ristoranti della Milano e della Roma bene, costano i vestiti per apparire e le macchine di rappresentanza.
Non sappiamo quale sarà il verdetto del Tribunale di Monza, ma è certo che tutto quello che si ascolta in questi giorni nelle aule giudiziarie di Monza è un colpo durissimo all’immagine di un partito, il Pd, i cui uomini sono oggi al Governo del Paese.