Radio24 | Il Sole 24 ORE

La bara di Priebke porta il peso di 335 vittime delle Fosse Ardeatine

La bara di Priebke porta il peso di 335 vittime delle Fosse Ardeatine

di Daniele Biacchessi

Quel feretro con il corpo del criminale nazista Erich Priebke, trasportato in varie parti del paese, porta il peso di 335 vittime innocenti trucidate nel 1944 alle Fosse Ardeatine. Quella bara che di fatto nessuno vuole oggi rappresenta il passato che non passa. Perché Priebke non si è mai pentito per i crimini efferati da lui commessi, anzi li ha confermati nel suo testamento video. Ma quali sono i crimini di Priebke? Il 24 marzo 1944, 335 persone vengono prelevate nei luoghi di detenzione, caricati su pullmann e autocarri. Le vittime non conoscono la loro destinazione finale:le Cave Ardeatine. Vengono fatte scendere dai veicoli,trasferite a gruppi dentro le gallerie di tufo,uccise ad una ad una con un colpo di pistola alla nuca. Alla fine del massacro, i nazisti minano le cave e le fanno saltare,tentando di eliminare le prove della loro barbarie. I boia incaricati dell’operazione sono il comandante della Gestapo a Roma Herbert Kappler,il colonnello delle SS Eugen Dollmann,i capitani Erich Priebke,e Karl Theodor Schùtz,il maggiore Karl Hass,il questore di Roma Piero Caruso,il responsabile del reparto speciale di polizia Pietro Koch. Questi sono i crimini di Priebke, quelli che gruppi di estrema destra, protagonisti della gazzarra di ieri ad Albano Laziale, continuano di fatto a rivendicare. E tutto accade nel 70esimo anniversario del rastrellamento del ghetto ebraico. Partivano tutti con destinazione Auschwitz, pochissimi di loro sono tornati.