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Carceri? Basterebbe eliminare il reato di clandestinità

Carceri? Basterebbe eliminare il reato di clandestinità
di Daniele Biacchessi
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano decide di mettere la questione dell’emergenza carceraria al centro del sua azione politica e invoca provvedimenti di clemenza, di indulto e amnistia.
Perché?
Perché le carceri sono sovraffollate, ma non da oggi.
Ecco alcuni dati.
Con un tasso di sovraffollamento del 136 per cento, nelle carceri italiane sono ospitati 64.758 detenuti (al 30 settembre 2013), contro una capienza regolamentare di 47.615. Gli stranieri sono 22.770 e le donne 2.821. Se leggiamo i dati sulle presenza con riferimento alla posizione giuridica, scopriamo che ben 12.333 persone sono in carcere ancora in attesa di primo giudizio e che altre 12.302 stanno aspettando una sentenza definitiva. I condannati in tutti e tre i gradi – a esclusione degli internati e di quelli la cui posizione è al momento indefinibile – sono invece 38.845. Questo significa che quasi il 40 per cento dei detenuti nelle nostre carceri sono da presumersi non colpevoli, così come recita l’articolo 2 della Costituzione.
Se entriamo nello specifico territoriale le cose le capiamo meglio.
In Lombardia la capienza accettabile di detenuti sarebbe di 6040 persone, ma le carceri sono stipate di 8980.
Nel Lazio, a fronte di una capienza di 4799, i detenuti sono 7157.
In Campania, ci sono 8103 carcerati contro 5627.
Dai dati del Dipartimento di amministrazione penitenziaria risulta che al 30 giugno 2013 circa 24.000 condannati in via definitiva si trovavano ad espiare una pena detentiva residua non superiore a tre anni; essi quindi per la maggior parte sarebbero scarcerati a seguito di indulto, riportando il numero dei detenuti verso la capienza regolamentare.
Clemenza, indulto e amnistia sono le ultime misure citate da Napolitano
Prima ci sono pene limitative della libertà personale ‘non carcerarie’; “riduzione dell’area applicativa della custodia cautelare in carcere”: la pena degli stranieri scontata nei Paesi di origine.
Ecco, qui sta il punto.
Gli stranieri sono 22.770 su 64.758 detenuti.
Molti di loro sono stati processati per reati minori. A molti di loro, l’accumulo di pene riguarda anche il reato di clandestinità.
Forse non serve nemmeno clemenza, indultio, amnistia.
Forse basterebbe un adeguamento delle leggi sull’immigrazione vigenti nel nostro paese al buon senso.
Specie dopo la strage di Lampedusa.
Daniele Biacchessi