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La nuova Cuba senza Fidel

La nuova Cuba senza Fidel

di Daniele Biacchessi

Dove va la nuova Cuba nei giorni in cui Fidel Castro festeggia il suo 87esimo compleanno?
Cuba non è più la stessa, 54 anni dopo la presa del potere della rivoluzione castrista e la destituzione del dittatore Batista, 50 anni dopo la crisi della baia dei Porci, 45 anni dopo la morte di Che Guevara, 24 anni dopo la caduta di del muro di Berlino e la dissoluzione dell’Unione Sovietica.
Fidel Castro, non è più il leader maximo. Da sette anni è fuori dai giochi del potere e resta chiuso nella sua residenza dell’Avana dove si dedicava fino all’anno scorso a scrivere editoriali, ricevendo saltuariamente alcuni dei Capi di Stato in visita nell’isola. Le ultime immagini mostrano Castro mentre cammina con l’aiuto di un bastone, con la voce divenuta  flebil. Ormai la nuova geografia politica del potere cubano porta le firme di Raul Castro, l’uomo dell’ordine e dell’apparato, e di qualche astro nascente come Miguel Diaz Canel, numero due sulla plancia di comando.
Le deboli aperture economiche, vendute dal regime cubano come grandi rivoluzioni, non riescono ad offuscare i veri problemi rimasti ancora in campo: i diritti elementari di democrazia e i dissidenti.
A Cuba oggi c’è un solo giornale, Granma, una sola televisione statale con un solo canale, e un emittente Radio Reloj che dai tempi della presa del potere castrista segna la scansione dei secondi sotto un mero bollettino di propaganda.
A quando una nuova rivoluzione?
Daniele Biacchessi Radio 24 Il Sole24ore