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Quel giorno che morì Giorgiana Masi di Daniele Biacchessi

Quel giorno che morì Giorgiana Masi
36 anni dopo, come allora, la polizia vieta il corteo

di Daniele Biacchessi

Uno sparo secco, e poi altri in rapida successione.
E’ il 12 maggio 1977.
Roma, piazza Navona.
I radicali hanno organizzato un sit in per raccogliere le firme alla proposta dei referendum abrogativi e per celebrare la vittoria al precedente referendum sul divorzio.
La tensione è altissima perchè poche settimane prima, nel corso di scontri a Roma, gli autonomi avevano ucciso un poliziotto e feriti altri quattro.
Così la Questura vieta i cortei e i sit in.
Nei violenti tafferugli, le squadre speciali del Ministreo dell’Interno  Francesco Cossiga sparano contro i manifestanti.
Una ragazza cade senza vita sul Ponte Garibaldi.
A oggi per la sua morte non c’è stata giustizia.
E a Roma, 36 anni dopo, la Questura di Roma non ha permesso la sua commemorazione.
Motivi di ordine pubblico, dice, troppa tensione dopo la sparatoria di Luigi Preiti.
Ma gli anni Duemila non sono certamente gli anni Settanta, e non pare una scelta giusta vietare un corteo a gente che chiede solo giustizia.
Una giustizia mancata da 36 anni.

di Daniele Biacchessi