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La notte della Repubblica e Giulio Andreotti di Daniele Biacchessi

La notte della Repubblica e Giulio Andreotti
di Daniele Biacchessi
Giulio Andreotti se ne è andato il 6 maggio a 94 anni e si è portato nella tomba un carico impressionante di segreti della storia della seconda metà del Novecento e di domande inevase.
Giulio Andreotti e piazza Fontana
Andreotti era a conoscenza delle trame occulte che stavano dietro gli attentati della strategia della tensione dal 1969 al 1974?
Nel 1981,  Giulio Andreotti viene coinvolto insieme a Mariano Rumor e Mario Tanassi durante il processo di Catanzaro. Si perché nelle indagini sulla strage di piazza Fontana a Milano (12 dicembre 1969, 17 morti e centinaia di feriti) era emerso il ruolo organizzativo di Guido Giannettini, nome in codice agente Z nel SID, uomo di collegamento tra i servizi segreti italiani e americani e le cellule eversive di Ordine Nuovo operanti in Veneto. Ufficialmente Giannettini era un semplice giornalista. Così Andreotti venne sentito come teste nel processo di Catanzaro dove oppose il segreto di Stato. Il 23 agosto 1981 la Commissione inquirente decise di non procedere.
Giulio Andreotti e il caso Moro.
Andreotti era a conoscenza dei contenuti delle riunioni segrete della commissione ristretta istituita al Viminale e presieduta dall’allora ministro dell’Interno Francesco Cossiga?
Nel corso di una lunga intervista a Radio 24, Giulio Andreotti mi parlò a lungo di Moro. “Durante il rapimento di Aldo Moro, la linea della fermezza era l’unica via possibile. Se noi avessimo ceduto, ci sarebbe stato uno sciopero bianco di tutte quelle categorie che erano state colpite dai brigatisti perchè tra morti e feriti un pezzo dell’Italia aveva pagato un contributo pesantissimo. Se noi avessimo trattato ci sarebbe stata la ribellione delle vittime del terrorismo. la linea della trattativa non avrebbe risolto il problema. Resto rammaricato per non essere riuscito a salvare Moro. Sicuramente c’è stata una correlazione tra l’insediamento del mio Governo e il rapimento Moro. Noi pensavamo che i brigatisti fossero un vero e proprio esercito. In realtà erano molti meno. Se lo avessimo saputo avremmo agito diversamente”.
Giulio Andreotti e la loggia massonica P2.
Andreotti era a conoscenza dei piani occulti e illegali del venerabile della loggia massonica coperta Propaganda 2?
Sempre nel corso della lunga conversazione a Radio 24, Andreotti mi parlo anche della P2, ma a modo suo,  senza una risposta. “Qualcuno la considerava come una specie di mutua. C’erano i vertici dei Carabinieri, della Polizia, della Guardia di Finanza e forse c’era chi sperava di ottenere dei favori, delle promozioni. L’avevano definita una loggia anomala, ma a me nessuno ha mai chiesto di iscrivermi alla P2. Non sono però mai venuto a conoscenza di delitti”.
Andreotti sapeva che Michele Sindona era il banchiere di Cosa Nostra? Andreotti conosceva i segreti illegali del Banco Ambrosiano, dell’affare Lochkneed? Andreotti è stato il mandante degli omicidi di Giorgio Ambrosoli e Mino Pecorelli?. Si potrebbe andare avanti per ore e ore.
Prima di intervistare Andreotti nel 2006, gli dissi a microfoni spenti: “Senatore, mi scusi, ma dovrei  farle domande scomode, tutte quelle domande che la mia generazione non è mai riuscita a rivolgerle in prima persona”. Purtroppo tutte quelle domande  non hanno avuto e mai avranno risposte plausibili.