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Addio a Manganelli, un duro che sapeva sorridere di Daniele Biacchessi

Addio a Manganelli, un duro che sapeva sorridere
di Daniele Biacchessi

Al vertice della polizia ci si può arrivare in tanti modi.
Perchè si vantano buone entrature politiche.
Perchè si frequentano i salotti che contano.
Perchè si punta alla carriera, non si fanno prigionieri, non si guarda in faccia a nessuno.
No, Antonio Manganelli, morto ieri dopo una lunga malattia, non era così.
Lui aveva scelto la via più ardua, complicata e non scontata: la strada dello sbirro che lavora a testa bassa, che si impegna oltre l’orario di lavoro, un pò segugio, un pò organizzatore.
Un duro che conosceva anche il sorriso.
E sapeva perfino chiedere scusa in modo pubblico, mostrando la faccia, dopo il vergognoso pestaggio della polizia alla scuola Diaz di Genova, al termine del G8 del 2001.
In un mondo come quello degli apparati dello Stato, a volte opaco, Manganelli è stato uomo almeno trasparente.