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Piazza Fontana, 43 anni senza giustizia di Daniele Biacchessi

Piazza Fontana, 43 anni senza giustizia
Daniele Biacchessi

43 anni senza giustizia.
Tanto è passato per i familiari delle vittime della strage di piazza Fontana del 12 dicembre 1969, 17 morti 84 feriti.
Un tempo infinito fatto di dolore, consapevolezza e ancora rabbia, tanta rabbia, che non da tregua, che non offre alcuna speranza .
43 anni composti da perizie, controperizie, inchieste, arresti di innocenti come Pietro Valpreda, di strane morti come quella di Pino Pinelli, di incriminazioni di uomini dei servizi segreti come Guido Giannettini, di rinvii a giudizio di neofascisti votati alla strage.
43 anni di silenzi, di “non so” e “non ricordo”, depistaggi da parte di funzionari infedeli dello Stato, sparizione di testimoni, di documenti, di indizi e prove.
43 anni di assoluzioni, condanne, assoluzioni, archiviazioni, proscioglimenti, e ancora condanne e assoluzioni.
43 anni sono la vita di un uomo nato nel 1969, quando si andava in ferie con la Fiat 500 lusso e la televisione era in bianco e nero e trasmetteva “Chissà chi lo sa”, “La freccia nera” e le prime immagini dell’uomo sceso sulla Luna.
Ma 43 anni senza giustizia non sono cosa da paese normale, quello che consegna ai suoi cittadini una risposta plausibile a quei familiari che videro il proprio padre entrare in una banca un venerdì a tredici giorni dal Natale e mai più rientrare a casa.