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Il plebiscito di Bersani di Daniele Biacchessi

Il plebiscito di Bersani
di Daniele Biacchessi

Le primarie del centrosinistra sono state un plebiscito per Pierluigi Bersani. Al primo e al secondo turno non c’è stata partita.
E i sondaggi sono stati perfino inferiori rispetto ai dati reali che danno il segretario del Partito Democratico ben oltre la soglia del 60%.
Matteo Renzi resta sotto quota 40%.
Ai luoghi già vincenti, Bersani si aggiudica anche Umbria, Marche e Modena con percentuali di gran lunga superiori al 55% dei voti.
Renzi si arrocca in mezza Toscana e cede a Bersani Pisa, Massa,Grosseto e Livorno.
Il centro sud è tutto con Bersani con percentuali che oscillano tra il 65% e il 76%.
In Puglia, l’intero pacchetto di voti andato al primo turno a Vendola è stato ceduto a Bersani.
Dai numeri di queste primarie emergono numerose indicazioni.
Inanzitutto sono state primarie vere per tutti: per i candidati, per gli elettori e anche per gli osservatori di cose politiche.
La partecipazione al ballottaggio, seppur leggermente inferiore a quella del primo turno, è stata comunque altissima.
E il Partito Democratico, con ogni probalità, è cresciuto di consensi.
Ora, al di là delle dichiarazioni ufficiali, bisognerà capire se Bersani riuscirà a ricompattare il suo elettorato comunque diviso e se Renzi saprà trasformare una sconfitta del presente in un cammino verso una vittoria di leadership nei prossimi anni.