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Primarie, la forza della partecipazione di Daniele Biacchessi

Primarie, la forza della partecipazione

di Daniele Biacchessi

Il 25 novembre centinaia di migliaia di elettori del centrosinistra sceglieranno il loro candidato alla guida del paese.
Al di là di chi uscirà vincitore, una cosa è ormai certa: il nome che emergerà dalla competizione avrà una forte e determinata legittimazione popolare.
Il meccanismo è quello già collaudato con successo nelle altre elezioni italiane e importato dagli Stati Uniti d’America. Non un padre padrone che impone se stesso e i suoi fedeli seguaci attraverso liste bloccate, voti di scambio, trucchi, brogli. Non santoni e prestigiatori, neppure le vecchie logiche che hanno condizionato la Prima Repubblica.
Le primarie del 25 novembre sono la sfida tra persone che si battono democraticamente fino all’ultimo voto e mostrano con la faccia i loro programmi, le idee, i contenuti.
Dunque le primarie del centro sinistra sfidano con la forza della partecipazione il lato peggiore degli italiani: l’antipolitica, l’apatia, l’indifferenza.
Le primarie rimangono oggi la risposta più concreta dell’intelligenza all’oblio, in anni dove alcuni politici sono coinvolti in inchieste su corruzione, malaffare, malcostume, perfino accusati di essere collusi con la criminalità organizzata di stampo mafioso.
Ma…c’è un ma.
Per compiere una vera rivoluzione dei processi di scelta delle classi dirigenti c’è bisogno di allargare questa sfida anche a tutti gli schieramenti politici.
Il centrosinistra ha dato l’esempio. A quando le primarie del nuovo centro e del centrodestra?