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La fine di un monarca di Daniele Biacchessi

La fine di un monarca

di Daniele Biacchessi

Roberto Formigoni dovrebbe prendere atto che  la sua storia politica è sostanzialmente finita, almeno così come l’abbiamo vista negli ultimi diciassette anni, da quando ha iniziato a governare la Lombardia, la regione più ricca e popolata d’Italia. E’ finita la storia di un monarca ormai travolto da inchieste e scandali che riguardano la sua persona (iscrizione nel registro degli indagati dal 14 luglio 2012),  che coinvolgono alcuni suoi amici e collaboratori (Pierangelo Daccò, Antonio Simone, Umberto Maugeri e Costantino Passerino),  che ipotizzano reati gravissimi per membri autorevoli della sua giunta (l”assessore alla Casa della Regione Lombardia Domenico Zambetti, arrestato insieme ad una ventina di persone e accusato di aver comprato voti dalla ‘ndrangheta per la sue elezione nel 2010).

Formigoni dovrebbe ammettere di aver sbagliato e chiedere scusa agli elettori lombardi che lo hanno fatto eleggere per quattro mandati da Governatore. Non lo farà a breve. La sua fine non sarà determinata dall’azione giudiziaria, bensì dalla perdita di consenso elettorale e dal calcolo politico dei suoi alleati (la Lega in primis), che lo tengono in pugno perché debole sul piano politico.

Ma la Lombardia può attendere fino al 2015 la certificazione della disfatta di un uomo? E poi siamo certi che oggi i lombardi si sentano ancora rappresentati da Roberto Formigoni?

Il Pirellone, il grattacielo simbolo della rinascita di Milano e dell’intero paese, sede della Regione Lombardia,  pare oggi un fortino di indagati e consiglieri regionali sotto ricatto. Non più un luogo di governo della cosa pubblica.  Ora servirebbe il coraggio di formulare un’alternativa politica credibile, guidata da una nuova leadership che anteponga i buoni valori alla smania di affarismo che ha guidato gli ultimi anni di governo di Roberto Formigoni.

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