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Sant’Anna di Stazzema. La vergogna e il coraggio di Daniele Biacchessi

Sant’Anna di Stazzema. La vergogna e il coraggio
di Daniele Biacchessi

Il 12 agosto 1944 le truppe naziste della sedicema divisione Panzergranadier entrarono di mattina a Sant’Anna di Stazzema, un piccolo borgo in provincia di Lucca , in Toscana. Bruciarono le case, devastarono le chiese. 560 morti. Donne, vecchi bambini, alcuni ancora in fasce. Per quella strage, come per quelle centinaia nascoste e archiviate nei fascicoli del cosidetto  armadio della vergogna, trovati nel 1994 a Roma, nella sede della magistratura militare, in cinquant’anni non c’è stata giustizia. Solo il coraggio del magistrato militare Marco De Paolis ha permesso di riaprire nuove inchieste per storie rimaste dimenticate e sepolte nell’oblio della Storia.

Quello per il massacro di Sant’Anna di Stazzema è il primo a giungere ad una sentenza definitiva. In primo
grado, dieci ufficiali e sottufficiali nazisti vengono condannati all’ergastolo. Alla fine dell’iter giudiziario, vengono ritenuti responsabili dell’eccidio il tenente Karl Gropler, il luogotenente Georg Rauch, il sottotenente Gerard Sommer.

L’8 novembre 2007, al momento della sentenza definitica della Corte Supreema di Cassazione, questi criminali sono tutti ultraottantenni. Ora la procura di Stoccarda archivia l’inchiesta tedesca. I procuratori spiegano di non essere riusciti a raccogliere sufficienti prove a conferma delle responsabilita’ dei 17 criminali nazisti, nonostante centinaia di testimonianze, indizi ormai diventati prove provate. Ma il problema non è giudiziario, bensì politico. Per cinquant’anni, in virtù della real politik, le prove di stragi naziste come quella di Sant’Anna di Stazzema erano state occultate in un armadio. I responsabili degli eccidi hanno potuto girare liberi per il mondo. Alcuni di loro, dopo la guerra, sono diventati perfino agenti dei servizi segreti americani e italiani in funzione antisovietica (Carl Hass, Carl-Theodor Schütz, Theodor Savaecke, solo per citare i più noti). I governi italiani che si sono succeduti dal 45 ad oggi non hanno chiesto conto ai governi della Germania di pagare per i crimini eseguiti da loro connazionali in territorio italiano. Solo un esecutivo politico, non tecnico, potrà chiudere questa vergognosa pagina della Storia. Ma per chiudere la pagina bisogna almeno leggerla con la verità e la giustizia. Daniele Biacchessi Radio24Il sole24ore

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