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La memoria della Diaz di Daniele Biacchessi

La memoria della Diaz

Daniele Biacchessi

E’ potuto accadere in una notte di luglio di undici anni fa.
Al termine di due giornate di scontri tra black clock e forze dell’ordine con Genova data alle fiamme, il corpo senza vita di Carlo Giuliani ucciso da un carabiniere, avviene il fattaccio.
Tra le 22 e le 24 del 21 luglio 2001, reparti specializzati della polizia fanno irruzione nelle scuole Diaz, Pertini e Pascoli dove c’è il quartier generale del Genoa Social Forum.
Una rappresaglia, ma non contro i black bloc.
Vengono fermate 93 persone di ogni nazionalità, ferite 61, alcune gravi, una perfino in coma.
I poliziotti rambo spaccano tutto: suppellettili, teste, braccia, occhi, gambe. La loro vioenza si abbatte contro persone innocenti che stanno dormendo.
Scene da macelleria messicana, le definì Michelangelo Fournier, allora vice questore aggiunto.
I poliziotti introducono perfino nella Diaz due bottiglie molotov dando la colpa ai maniefstanti.
Tra poche ore arriverà la sentenza definitiva, undici anni dopo, un’eternità.
Al di là di come andrà il verdetto, una cosa è certa.
La Diaz è una delle più brutte pagine delle forze dell’ordine italiane.
Una pagina grave quanto quelle che hanno costellato la storia del nostro paese: da Reggio Emilia a Battipaglia, Avola, alla morte di tanti ragazzi di sinistra e di destra uccisi nelle piazze dalla polizia, i cui familiari non hanno ancora alcuna giustizia.
Perchè una democrazia compiuta passa anche attraverso la capacità degli uomini in divisa di non abusare del loro forte potere.

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