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La fine del sistema Formigoni di Daniele Biacchessi

La fine del sistema Formigoni

di Daniele Biacchessi

Qualunque sarà l’esito delle inchieste della magistratura milanse che coinvolgono il Governatore della Lombardia Roberto Formigoni, il suo sistema politico  è ormai finito.

Al momento, dieci consiglieri regionali su ottanta risultano indagati a vario titolo per corruzione, concussione, appropriazione indebita, bancarotta fraudolenta, peculato, falso in bilancio, truffa aggravata, favoreggiamento della prostituzione.

Formigoni non demorde. Non intende dimettersi, convoca continue conferenze stampa, querela i giornalisti che scrivono sulle inchieste,  ma ormai la sua coalizione traballa e la Lega, spinta dallo zoccolo duro del suo elettorato, potrebbe staccare la spina da un momento all’altro.

Serve oggi una svolta, un vento di vero cambiamento anche in Lombardia.
Servono persone  pulite, capaci, nuove, giovani, in grado di amministrare la Regione Lombardia con gli strumenti della buona politica e della democrazia partecipata sul modello imposto da Giuliano Pisapia alla guida di Milano.

Io ho due nomi da suggerire: Giulio Cavalli (Sel) e Pippo Civati (Pd).

Al di là dei loro partiti di appartenenza, sono persone pulite, capaci, nuove, giovani. Cavalli e Civati  sono consiglieri regionali tra i più attivi al Pirellone. Si  giochino subito la partita delle primarie di coalizione del centro sinistra, perchè le elezioni sono vicine. E vinca chi riesce maggiormente a dialogare con la società civile lombarda, con le migliaia di associazioni presenti sul territorio, con i singoli cittadini.

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