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A testa alta. Dedicato a Placido Rizzotto di Daniele Biacchessi

A testa alta. Dedicato a Placido Rizzotto

Daniele Biacchessi

Lo avevano atteso a Corleone, mentre si stava recando ad una riunione sindacale. Il 10 marzo 1948 lo avevano rapito, ucciso e fatto sparire. Perfino il pastorello che aveva assistito di nascosto all’omicidio era stato liquidato dai sicari del boss Luciano Liggio. Placido Rizzotto, ex partigiano, socialista, segretario della Camera del lavoro di Corleone, aveva guidato con successo le lotte dei contadini contro l’espropriazione delle terre. E per questa sua caparbietà aveva intralciato gli affari della mafia politica, solo un anno dopo la strage di Portella della Ginestra. Solo il 7 settembre 2009, 61 anni dopo, i suoi resti vennero ritrovati nelle gole di Rocca Busambra, nei pressi di Corleone. Dopo la comparazione con il dna del padre Carmelo Rizzotto, morto da tempo e riesumato, si accertò che quei resti erano proprio del sindacalista. Ora lo Stato rende omaggio con i funerali ad un uomo coraggioso che camminava a testa alta per le strade di Corleone, negli anni in cui nulla si muoveva senza l’ordine di Liggio e dei suoi assassini. Ma la sua memoria resta in Sicilia e nel paese. A lui sono dedicate scuole, piazze, vie, monumenti e un vino che i ragazzi di Libera Terra producono nei terreni confiscati ai boss. La nuova Resistenza alle mafie  passa anche attraverso questi gesti quotidiani.

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