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Non chiamateli anni Settanta di Daniele Biacchessi

Non chiamateli anni Settanta di Daniele Biacchessi

Le analisi e i commenti sul presunto ritorno di un nuovo terrorismo fanno capire quanto ci sia ancora di inesatto e di impreciso nella comprensione di ciò che va sotto il nome di “anni di piombo”.
Da giornalisti, scrittori, uomini delle istituzioni e della politica non si sprecano giudizi avventati, superficiali, tranchant, privi del pur minimo nesso storico tra passato e presente.
Dunque è accaduto che a Genova, una presunta cellula anarco insurrezionalista avrebbe rivendicato con un confuso documento il ferimento di Roberto Adinolfi, amministratore delegato della Ansaldo Nucleare.

E’ inoltre accaduto che a Milano, durante il processo contro i militanti della “seconda posizione brigatista”, si siano riviste scene di un brutto film, con imputati che dal gabbio affermavano che la violenza è inevitabile.

Forse un pò di memoria fa bene a questo paese.
Gli anni Settanta non potranno mai più tornare, come sostiene il magistrato Armando Spataro, perchè diverse e inimitabili sono le condizioni che fecero nascere le organizzazioni della lotta armata di sinistra nel nostro paese. E i numeri, e le cifre dimostrano che dal 1969 al 1989 oltre 4mila persone vennero condannate per fatti gravi riconducibili alla lotta armata, che sempre in quel periodo i morti per fatti di terrorismo rosso furono 127 e i ferimenti oltre mille.
Si stima che un’area di almeno 100 mila persone interlocuiva con i terroristi o ne giustificava le azioni.
E per le sole stragi riconducibili alla destra eversiva, quelle della “strategia della tensione”, i morti salirono a oltre 400 e 3 mila feriti.

Cosa è invece accaduto dal 1989 ad oggi?
Gli omicidi di Massimo D’Antona e Marco Biagi, del brigatista Mario Galesi e del poliziotto Emanuele Petri.
Le cellule tosco – laziali delle Br – Pcc sono state tutte smantellate nel 2003 e i componenti non arrivavano alla ventina. Il gruppo della seconda posizione smantellato nel 2007 dal giudice Guido Salvini e dal pm Ilda Boccasini era formato da una trentina di persone.
E i presunti anarchici, presunti responsabili del ferimento di Adinolfi, quanti sono?
Quali contatti hanno con il movimento antagonista dopo la durissima presa di posizione dei centri sociali che li definiscono autistici, narcisistici, loro nemici?

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