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Il sindaco congelato di Daniele Biacchessi

Il sindaco congelato

Daniele Biacchessi

Non conoscevamo l’aspetto comico di Gianni Alemanno, ex “duro” del Movimento Sociale Italiano e del Fuan, ex ministro del Governo Berlusconi, da alcuni anni sindaco di Roma.

E’ giovedì 2 febbraio. I meteorologi prevedono per venerdì 3, fino all’alba del 4, “precipitazioni combinate pari a 35 millimetri d’acqua”. Ma tutti sanno che 35 millimetri a 0 gradi centigradi vogliono dire 35 centimetri di neve.  Al prefetto Franco Gabrielli, capo della Protezione civile quel giorno dirà:

“Caro prefetto, allora ce la giochiamo con un grado. Venerdì osserveremo la temperatura. Se raggiungiamo lo “0” in città, faccio partire il “piano neve”.

Ma Gabrielli che è persona seria chiede ad Alemanno se non ritenga opportuno allertare comunque il “Sistema nazionale di protezione civile”. Ma Alemanno va dritto per la sua strada solitaria.

“Il piano c’è, non ho bisogno di nulla”.

Intanto accade qualcosa di stravolgente, di devastante, più forte di uno tusnami. Intanto a Roma….nevica. Così venerdì 3 febbraio va in tilt l’intero sistema di trasporto pubblico urbano, nessun spalatore nelle strade, pochi grammi di sale a disposizione, 280 chilometri di macchine in coda. Un disastro.

Il sindaco Alemanno non ci sta, non vuole ammettere di avere sbagliato. Mostra i denti e colpisce la protezione civile.

“La protezione civile in Italia non esiste più, non ha mezzi  è solo un passar carte”.

Gabrielli dimostra dati alla mano di aver fatto previsioni metereologiche corrette. Così Alemanno decide di aggirare l’ostacolo e di colpire il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri.

“Il ministro Cancellieri ha fatto appelli alla popolazione solo sabato, due giorni in ritardo, quindi anche lei è stata male informata.La Protezione civile dovrebbe tornare sotto il Ministero dell’Interno deve poter avere poteri di intervento diretto”.

Anche la Cancellieri dimostra con le carte di aver fatto bene il suo dovere. Allora Alemanno ritorna a colpire la Protezione Civile.

” E’ stata poco chiara nelle sue comunicazioni e ci ha messo fuori strada. Su Roma si parlava per la giornata di venerdì di pioggia mista a neve, e di accumuli nevosi solo dalla serata. Infatti fino a venerdì mattina, temevo di aver dato un allarme eccessivo sospendendo le lezioni a scuola. Il mio facciamo da solì era tarato sul basso grado di emergenza comunicato da loro. Altrimenti avremmo agito diversamente, dotando ad esempio i bus di catene e obbligando fin da subito gli automobilisti ad usarle”.

Solo dopo tre giorni  Alemanno ammette:

“Mi prendo le mie responsabilità ma i Comuni come dice l’Anci non possono essere lasciati da soli”.

Forse neanche Alemanno sapeva di essere un esilarante uomo di cabaret.

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