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Il muro di gomma- di Daniele Biacchessi

Il muro di gomma

Daniele Biacchessi

Lo ricorderemo a lungo il 12 gennaio 2012, il giorno in cui la Consulta boccia un legittimo referendum sulla legge elettorale, sottoscritto da centinaia di migliaia di italiani, e la Camera nega la richiesta di arresto per Nicola Cosentino, l’uomo che secondo il racconto di alcuni pentiti è il referente del clan dei Casalesi.

E’ al momento l’ultimo atto conosciuto di una classe politica e in parte istituzionale che non vuole cambiare, perché non accettando il confronto e le trasformazioni in atto nella società, rifiuta il rapporto diretto, anche critico, con i cittadini e il suo elettorato.

Il sistema elettorale vigente, il cosiddetto “Porcellum” (definito così dal suo stesso inventore Roberto Calderoli), non garantisce una stabilità politica e di Governo. In cinque anni infatti sono caduti due esecutivi di diverso colore politico: pur per motivi diversi, nè l’Unione di Romano Prodi, nè il centrodestra di Silvio Berlusconi hanno superato la prova dei tre anni. Per questo migliaia di cittadini hanno affermato attraverso una tormentata ma entusiasmante raccolta firme che il sistema elettorale italiano è obsoleto e inefficace e va subito cambiato. La Consulta sembra aver preferito la real politik (non disturbare il manovratore, cioè il Governo Monti, impegnato nelle riforme economiche). Invece avrebbe dovuto agire con maggiore coraggio e determinazione per porre fine ad uno dei più gravi squilibri italiani, la vera anomalia del nostro paese: l’ingovernabilità.

Ancora più vergognoso ciò che è accaduto nella votazione alla Camera dei Deputati sulla richiesta di arresto di Nicola Cosentino. I parlamentari hanno agito per mero interesse di schieramento e di bottega. Se avessero letto con attenzione le carte giudiziarie trasmesse dai magistrati (non lo fanno mai, dicono che non hanno tempo), avrebbero scoperto un quadro accusatorio impressionante, suffragato da forti indizi, perfino prove verificate che accertano con un margine minimo di dubbio l’appartenenza di Nicola Cosentino ad uno dei clan più spietati della nuova camorra campana.

E’ il muro di gomma della casta dei palazzi. Ma quanto potrà durare?

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