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Aquae Mundi, l’acqua è un bene comune – Daniele Biacchessi

Aquae Mundi, l’acqua è un bene comune

Daniele Biacchessi

(Tratto dallo spettacolo di daniele Biacchessi – gaetano liguori, immagini Godfrey Reggio, prodotto da Coop)

Sapete quanti litri compongono un metro cubo d’acqua?
Calma, non disperatevi, ve lo dico io.

Un metro cubo d’acqua corrisponde a 1000 litri precisi.
Sapete quanti metri cubi d’acqua consumano gli italiani ogni anno?

Ogni mese? Ogni giorno? Ogni ora? Ogni minuto? Ogni secondo

E quanto consumano gli europei?

E gli abitanti dei paesi sviluppati?

E quelli che vivono nel mondo più povero?

Il 71 per cento del pianeta è coperto dall’acqua, ma molta è salata e costa troppo renderla potabile.

Resta il 2,5 per cento, 35 milioni di chilometri cubi.

L’acqua è inglobata in ghiacciai e nevi perenni e nel sottosuolo.

Poca, pochissima, si trova nei laghi e nei  fiumi.

A livello globale l’acqua è utilizzata in agricoltura, nell’industria, pochissima finisce nelle case e negli uffici.

La disponibilità reale è circa l’1 per cento del totale dell’acqua dolce.

Potrebbe bastare?

Potrebbe bastare, se la distribuzione fosse omogenea.

Le risorse idriche mondiali si trovano soprattutto in 13 paesi.

Il Brasile, da solo, ne possiede quasi il 15 per cento. .

All’altro estremo della classifica, troviamo un numero enorme di paesi con una disponibilità pro capite inferiore ai 1.000 metri cubi l’anno.

Nel mondo 884 milioni persone non hanno accesso all’acqua potabile e 2,6 miliardi vivono in condizioni igienico-sanitarie insufficienti.

5 milioni di persone muoiono ogni anno per malattie legate all’acqua, di cui 4.900 bambini al giorno, tre volte più di quelli che nascono ogni giorno in Italia.

La differenza nei consumi d’acqua tra uno statunitense e un africano è spaventosa, abissale.

425 litri al giorno in America, 10 in Africa. Una terribile sproporzione.

E in Italia cosa accade?

Per mangiare, lavare, far funzionare le fabbriche, irrigare i campi gli italiani consumano 237 litri d’acqua al giorno.

Un abitante del Madagascar ne usa solo 10 litri.

In sostanza ogni italiano usa il doppio dell’acqua che usava il suo bisnonno all’inizio del Novecento.

E allora?

E allora c’è un mondo grasso…e uno magro.

Un mondo onnivoro e un mondo affamato.

Un mondo che ha tutto e un mondo che non ha nulla.

Un mondo che mangia tutti i giorni, beve tutti i giorni, consuma tutti i giorni, e un mondo che stenta a sopravvivere, ed è pure assetato.

E in futuro? Cosa potrà avvenire?

In futuro la situazione potrà solo peggiorare.

L’Unesco calcola che in media ci vogliono 3 mila litri di acqua per produrre il cibo giornaliero per una persona.

Nel ventesimo secolo i consumi di acqua si sono moltiplicati per nove.

Lo spreco è dunque un problema condiviso a parole.

Ma tutti noi traduciamo le parole in fatti?

Ehi dico a te……non così a parole….ma nel comportamento quotidiano?

Al termine dei miei spettacoli qualcuno mi dice  …eh tu parli bene..sfoderi date, cifre…e noi cosa possiamo fare?

Quando ti lavi i denti e lasci il rubinetto del lavandino aperto sprechi 30 litri.

30 litri persi, buttati via…via..via.

Ne puoi consumare molti di meno…ci vuole poco, molto poco.

Anche mentre ti fai la barba puoi adottare un comportamento virtuoso.

Se raccogli l’acqua nel lavandino per risciacquare il rasoio, altri litri d’acqua non andranno persi.

Un terzo dell’acqua sprecata, nelle case è quella che scorre dallo sciacquone del Wc.

Ogni volta che spingi il pulsante o apri la maniglia scorrono 10 litri, mentre ne basterebbero molti di meno.

Al ritmo di 90 gocce al minuto si sprecano per le perdite di acqua in casa oltre 4.000 litri l’anno.

Basterebbe una più accurata manutenzione di water e rubinetti.

Fare il bagno comporta l’uso di 150 litri d’acqua, mentre per la doccia se ne possono utilizzare 40, basta ricordarsi di chiudere il rubinetto mentre ci si insapona.

Si potrebbe andare avanti per ore.

Ma basterebbe per risolvere tutti i problemi?

O forse le questioni sono altre?

La pessima gestione del territorio, l’incuria, la mancata prevenzione, il dissesto idrogeologico.

Live Milano teatro dell’Elfo

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