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Mattei, Mantekas, Ramelli e gli altri – Daniele Biacchessi

Mattei, Mantekas, Ramelli e gli altri

Daniele Biacchessi


Roma, quartiere di Primavalle. Notte tra il 15 e il 16 ottobre 1973.Manlio Grillo, Marino Clavo, Achille Lollo. Sono militanti di Potere Operaio.Si recano davanti all’ abitazione di Mario Mattei, segretario del MSI.Appoggiano una tanica di benzina accanto alla porta d’entrata e danno fuoco. Un rogo di vaste proporzioni investe la casa. I figli di Mario Mattei, Stefano e Virgilio, muoiono dopo una lunga agonia.

Roma. 28 febbraio 1975.Viene ucciso Mikis Mantakas, studente dirigente del Fuan, organizzazione degli universitari di destra. Viene freddato da un solo colpo di pistola in Piazza Risorgimento.

Milano, 13 marzo 1975.Sono le 13. Sergio Ramelli é un giovane militante del Fronte della Gioventù. Appoggia il suo motorino davanti alla sua abitazione, in via Amedeo 40. Viene aggredito da alcuni giovani di Avanguardia Operaia armati di chiavi inglesi. Muore il 29 aprile 1975 dopo una lunga agonia.

Pomeriggio del 29 ottobre 1975. Un gruppetto di ragazzi si accinge ad aprire, come tutti i pomeriggi, la sezione Prenestino del MSI. Arriva un’auto, un finestrino si abbassa, ne esce la canna segata di un fucile che esplode pochi, rapidi colpi. La scarica di pallettoni uccide sul colpo Mario Zicchieri, detto “Cremino”.

Le 7,45 del 29 aprile 1976. Il missino Enrico Pedenovi esce dalla sua abitazione in viale Lombardia , a Milano. Sale sulla sua utilitaria. Si ferma dopo cento metri al distributore di benzina. Lo stanno già osservando tre giovani, a bordo di una Simca rubata la notte precedente. Due di loro scendono, si avvicinano alla macchina, sparano contro Pedenovi e raggiungono la Simca che si dirige verso piazza Durante.

7 gennaio 1978. Tardo pomeriggio. Due ragazzi escono dalla sezione missina di via Acca Larentia, nel quartiere del Tuscolano. Li affianca una Renault 4 rossa. Quattro giovani bloccano il passo ai due missini, caricano una mitraglietta Skorpion e fanno fuoco. Franco Bigonzetti cade sul colpo mentre Francesco Ciavatta viene portato al San Giovanni dove spira dopo pochi minuti. La Renault 4 rossa si dilegua nel buio.

La notizia del duplice omicidio fa il giro della città e in pochi minuti al Tuscolano arrivano migliaia di neri pronti a vendicare Ciavatta e Bigonzetti. La tensione è forte e basta la presenza di un giornalista del telegiornale per scatenare il tumulto. In pochi minuti via Acca Larentia viene travolta da ragazzi armati di bastoni e pistole che inseguono poliziotti, mentre i carabinieri lanciano lontano i loro lacrimogeni. Infuria la battaglia e ad un ufficiale dell’Arma, Edoardo Sivori parte un colpo che toglie la vita a Stefano Recchioni, pure lui di diciannove anni.

Roma. 10 gennaio 1979 I giovani di destra organizzano cortei spontanei e convergono su via Acca Larentia. La Polizia interviene. Scontri, tafferugli, inseguimenti. Uno studente del Fronte della Gioventù, Alberto Giaquinto, 17 anni, viene colpito alla testa da un proiettile esploso, a distanza ravvicinata, da un agente in borghese.

Molti di questi episodi che hanno coinvolto come vittime militanti di destra a oggi non hanno giustizia.

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