Radio24 | Il Sole 24 ORE

L’Italia famigliona – Daniele Biacchessi

L’Italia famigliona

Daniele Biacchessi

L’Italia è fatta anche così.

Arruffona, ingannatrice, sempliciotta.

L’Italia famigliona dove tutto si può aggiustare, basta che convenga a sé stessi.

L’Italia dalle mille contraddizioni.

E’ l’Italia “pizza, spaghetti, sole e mandolino”.

E’l’Italia che “qui rubano tutti e son tutti uguali”.

E’l’Italia di “qui è tutto un magna magna”.

E’ l’Italia fatta di quelli che posteggiano la macchina in terza fila e quando arriva il vigile per mettergli la multa dicono: “sono arrivato da un minuto, solo per comprare le sigarette”.

E’ l’Italia che posteggia la macchina sulle barriere architettoniche e pensa: “tanto non ho mica un parente disabile”.

E’ l’Italia che quando ha un parente disabile riga la carrozzeria delle macchine parcheggiate in terza fila e quelle parcheggiate sulle barriere architettoniche.

E’ l’Italia di quelli che dicono che non si devono pagare le tasse.

E’ l’Italia dei commercianti che non ti danno lo scontrino, dei carrozzieri,elettricisti, avvocati, notai, liberi professionisti che non ti danno la fattura.

E’ l’Italia di quelli che vanno dal commercialista e dicono: ”può aggiustare i bilanci dell’azienda con qualche trucco?”.

E’ l’Italia degli evasori che quando vengono beccati dai finanzieri mirano al condono.

E’ l’Italia delle truffe, degli inganni.

E’ l’Italia dei condoni edilizi, delle gare di appalto truccate, degli eco mostri, dei consigli comunali commissariati per mafia, dei finti ciechi, dei finti invalidi, dei finti storpi, dei finti anziani, dei finti matti, dei finti pensionati, dei finti dentisti, avvocati, notai, commercialisti, dei diplomi e delle lauree comprati, delle carriere comprate, degli esami comprati, dei concorsi fasulli organizzati da giurie fasulle che hanno già in tasca i nomi dei vincitori.

E’ l’Italia dove noi tutti siamo una grande famiglia e la grande famiglia non si tocca.

E’l’Italia dove i parenti si azzuffano al funerale di un loro parente per una eredità.

E’ l’Italia dove noi tutti siamo amici e gli amici non si toccano.

E’ l’Italia in cui un amico ti ruba la moglie.

E’ l’Italia in cui un amico che non senti da trent’anni ti chiama per chiederti di piazzare il suo nipote disoccupato.

E’ l’Italia dei figli di portinai che diventano portinai, dei figli di giornalisti che diventano giornalisti, dei figli di avvocati che diventano avvocati, dei figli di imprenditori che diventano imprenditori, dei figli operai che restano operai, dei figli di disoccupati che restano disoccupati.

E’ l’Italia dove tutti sono commissari tecnici e tutti hanno la loro formazione in tasca, di lunedì, al bar Sport.

E’ l’Italia che quando vince la nazionale “siamo tutti italiani, anche i nomadi, gli immigrati senza permesso di soggiorno”.

E l’Italia che quando perde la nazionale si arma di randella, si organizza in ronde e da la caccia agli immigrati.

E’ l’Italia di “qui è tutto un casino, qui non si capisce un cazzo, qui non funziona niente”.

E’ l’Italia che “ se non passa il tram è colpa del Governo”.

E’ l’Italia che “tanto ci sarà sempre qualcuno che ci pensa”.

E’ l’Italia che “ che c’è frega, tanto non ci pensa nessuno”.

E’ l’Italia che “tanto lo fanno tutti”.

E’ l’Italia che “l’ha detto al televisione, l’ha detto la radio, l’ha scritto il giornale”.

E’ l’Italia della delega, che non si prende una responsabilità, che sta a guardare il mondo dalla finestra, che non prende posizione.

E’ l’Italia degli indifferenti.

E’ l’Italia della politica spettacolo e della politica politichetta incolta e ignorante.

E’ l’Italia della deputata che non conosce l’esistenza della Consob.

E’ l’Italia del nostro presidente che dice che “Mussolini non ha mai ammazzato nessuno”, non pensa che “i comunisti mangiano i bambini” ma che “i comunisti bollivano i bambini per concimare i campi.”

E’ l’Italia del nostro presidente che vuole incontrare il padre dei fratelli Cervi ormai morto da tempo, che fa le corna in una foto pubblica, che gioca a nascondino con Angela Merkel, che si vanta di aver circuito la presidentessa finlandese, che palpa il culo a tutte le donne possibile, che pensa che i magistrati siano dei disturbati mentali, che da del kapò a Schultz leader della Spd tedesca, di Romolo e Remolo, che considera la cultura occidentale superiore a quella islamica, che invita tutti ad andare a vedere Ventotene (dove c’era il carcere per i confinati oppositori al fascismo), che da del coglione a chi non lo vota.

E’ l’Italia di un presidente che obbliga un questore a rilasciare una minorenne arrestata per furto con la scusa che è nipote di Mubarak, che organizza orge nella sua villa, che mette a libro paga decine di escort e ragazze compiacenti, che pensa di essere immortale.

E’ l’Italia in cui almeno il 40% delle persone si riconoscono in lui.

E’ l’Italia in cui un ministro giudica Marco Biagi un rompicoglioni e un leader della sinistra italiana definisce la guerra in Kossovo una guerra umanitaria.

Ma forse c’è anche un’Italia migliore.

Condividi questo post