Radio24 | Il Sole 24 ORE

27 gennaio, la memoria del presente – Daniele Biacchessi

27 gennaio, la memoria del presente

Daniele Biacchessi

Il 27 gennaio 1945 il campo di concentramento di Auschwitz veniva liberato dalle truppe sovietiche. Circa 7.000 prigionieri erano ancora in vita. malnutriti, affamati,ammalati, praticamente larve umane che aspettavano la certa morte. I soldati russi trovarono fosse comuni con corpi decomposti, indumenti abbandonati, otto tonnellate di capelli umani imballati e pronti per essere spediti. Nulla a confronto delle centinaia di migliaia di persone che vennero sterminate a Auschwitz – Birkenau, Belzec, Chelmno, Dachau, Majadanek, Treblinka, Sobibòr, Maly Trostenets, nei mille campi disseminati in Germania, Polonia. Ebrei, slavi, deportati politici europei, rom, diversamente abili, omosessuali, militari. Sei milioni di morti. Solo ad Auschwitz tra uno e due milioni di persone.

Dal 2000, il parlamento italiano ha istituito il 27 gennaio come giorno della memoria.Scrivono gli estensori della legge:

“La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.”

E da quel giorno intorno al 27 gennaio si organizzano rassegne, incontri con testimoni, concerti, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche dove i protagonisti restano sempre i superstiti, quelli che sono riusciti a salvarsi dalla furia ideologica dei nazisti e dei fascisti repubblichini di Salò, complici dell’Olocausto per aver promulgato le leggi razziali nel 1938.

Quando quei testimoni se ne andranno per sempre, chi racconterà alle nuove generazioni il peso di quell’orrore?

Non bastano i buoni libri lasciati dai protagonisti, le testimonianze scritte e orale del passato. Serve costruire una memoria del presente. Perchè, nonostrante lo sforzo di associazioni, comuni, sinigoli cittadini, poco o nulla di queste pagine terribili della nostra storia contemporanea è scritto sui libri di testo dei nostri studenti. Perchè in Italia almeno 600 mila persone aderiscono a gruppi politici della destra estrema che si ispirano direttamente alle ideologie naziste e fasciste. Perchè non si contano gli atti vandalici contro le stele partigiane, contro lapidi che ricordano stragi ed eccidi, svastiche e simboli nazisti sui muri delle nostre città.

Una memoria del presente che trasformi il ricordo in indignazione, consapevolezza, azione.

Scriveva Primo Levi:

“Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici. Considerate se questo è un uomo che lavora nel fango che non conosce pace che lotta per mezzo pane che muore per un si o per un no. Considerate se questa è una donna, senza capelli e senza nome senza più forza di ricordare vuoti gli occhi e freddo il grembo come una rana d’inverno. Meditate che questo è stato: vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore stando in casa andando per via, coricandovi, alzandovi. Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, la malattia vi impedisca, i vostri nati torcano il viso da voi.”

Condividi questo post