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La caduta dell’Impero – di Daniele Biacchessi

La caduta dell’Impero

Daniele Biacchessi

Leggo le carte giudiziarie relative al caso Ruby che coinvolge Silvio Berlusconi, Lele Mora, Emilio Fede, Nicole Minetti e altri, e mi vengono in mente alcune scene di “Salò o le 120 giornate di Sodoma”, l’ultima pellicola scritta e diretta da Pier Paolo Pasolini.

Il film é ambientato tra il 1944 e il 1945, in piena Seconda Guerra Mondiale, ed il titolo è appunto un riferimento al regime fascista.

Nella villa degli orrori vicino a Marzabotto vige un regolamento. Ogni giornata si deve svolgere in un modo prestabilito: alle ore sei in punto, tutti dovranno ritrovarsi nella cosiddetta Sala delle Orge, dove tre ex prostitute d’alto bordo, a turno, nella mansione di narratrici, avranno il compito di raccontare le proprie perversioni sessuali con lo scopo di eccitare i Signori e contemporaneamente di “educare” i ragazzi alla soddisfazione dei loro appetiti sessuali.

Le narratrici saranno accompagnate al pianoforte da una quarta donna che avrà il compito di estetizzare ulteriormente le loro crude ed esplicite narrazioni.

La sera, dopo cena, avranno luogo le orge  che consisteranno nella messa in pratica delle “passioni” narrate in giornata, in cui i Signori e tutti i presenti si “accoppieranno” e si “mescoleranno” tra di loro consumando ogni tipo di atto sessuale.

Ad un certo punto il Duca che rappresenta uno dei quattro poteri dello Stato si rivolge alle sue vittime sacrificali:

« Deboli creature incatenate, destinate al nostro piacere, spero non vi siate illusi di trovare qui la ridicola libertà concessa dal mondo esterno. Siete fuori dai confini di ogni legalità. Nessuno sulla Terra sa che voi siete qui. Per tutto quanto riguarda il mondo voi siete già morti! »

Pier Paolo Pasolini aveva previsto la pratica della politica degli anni Duemila con trent’anni di anticipo.

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