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IL KILLER SCRITTORE – DI DANIELE BIACCHESSI

IL KILLER SCRITTORE

IL CASO BATTISTI

Di Daniele Biacchessi

Ci fu un tempo in cui arrivarono i giorni bui, quelli del labirinto, e poi quei giorni si dileguarono e il buio scomparve per sempre. Ci fu un tempo in cui giovani ribelli con le armi attaccarono lo Stato e colpirono a morte i loro nemici. Poi tornarono nel nulla, proprio da dove erano venuti. Sovversivi e poliziotti, i nemici dell’ordine costituito e i difensori delle regole, quelli che attentano le nostre proprietà, le nostre vite e quelli che ci difendono. Posta così la lotta armata di sinistra sarebbe chiusa ormai da parecchio.

I dati sono freddi calcoli e comparazioni, ma a volte descrivono più di ogni altra cosa i termini di una guerra contro lo Stato.

Dal 1969 a oggi  sono 4087 le persone condannate in via definitiva per banda armata, associazione sovversiva, insurrezione contro i poteri dello Stato, omicidi, ferimenti, furti, rapine, reati più o meno gravi, comunque collegati all’attività dei gruppi armati di sinistra.

131 le persone assassinate. Oltre 2000 ferite.

71 militanti uccisi in conflitti a fuoco con le forze dell’ordine, durante la preparazione di un attentato e di una rapina di autofinanziamento, soli e malati gravi dentro una cella, percossi dalle guardie, accusati di delazione, uccisi dai loro stessi compagni, morti all’estero.

Altri invece, a decine, sono sfuggiti alla giustizia e al peso dell’oblio.

Cesare Battisti, già leader dei PAC, Proletari Armati per il Comunismo, autore di libri gialli e noir, è uno di loro.

Ora il Brasile concede lo status di rifugiato politico.

Ma chi è Battisti? E di cosa viene accusato?

Battisti è uno dei fondatori dei PAC, Proletari Armati per il Comunismo. Il gruppo si forma nel 1977 nel quartiere milanese della Barona, sulla scia del movimento autonomo e nel quadro del dibattito sulle carceri speciali sollecitato dalla rivista <<Senza Galere>>. Le azioni di esordio sono espropri di armi e denaro. L’organizzazione rivendica azioni gravi: gli omicidi del gioielliere Pierluigi Torregiani e del macellaio Lino Sabbadin (Milano e Santa Maria di Sala, 16 febbraio 1979), del maresciallo degli agenti di custodia Antonio Santoro (Udine, 6 giugno 1978), dell’agente della DIGOS Andrea Campagna (Milano, 19 aprile 1979) e dei ferimenti del medico INAM Diego Fava (Milano, 8 maggio 1978), del medico del carcere di Novara Giorgio Rossanigo (6 maggio 1978) e dell’agente di custodia al carcere di Verona Arturo Nigro (24 ottobre 1978), sabotaggi di autovetture Alfa Romeo in appoggio alle lotte contro i sabati lavorativi. I Tribunali di Milano e Udine ritengono Cesare Battisti responsabile, co-ideatore e organizzatore degli omicidi Torregiani, Santoro, Sabbadin e Campagna.

E allora cosa c’entra lo status di rifugiato politico?

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