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L’acqua: bene comune.

L’acqua: bene comune

di Cristina Carpinelli

Se 1 milione e 400 mila italiani, ad Aprile ha firmato perchè venga svolto un referendum sull’acqua come bene comune significa che: esiste un problema percepito fortemente dalla maggioranza degli italiani, che questo problema può trovare soluzione. I 3 quesiti referendari richiesti da questa moltitudine di persone prevedono.

Punto 1) abolire la possibilità di dare la gestione dei servizi idrici a privati attraverso gara o a società a capitale misto, ossia con almeno il 40% privato, scelto attraverso gara, mediante affidamento diretto.

Punto 2 e 3 ) Fermare la privatizzazione dell’acqua, aprire la strada della ripubblicizzazione ed eliminare i profitti dal bene comune acqua.

A far scattare questo movimento, che non ha connotazione politica, sono stati i fatti contingenti. Oggi l’iter referendario sta viaggiando a rilento ma la morsa della privatizzazione delle acque invece va velocissima. Per questo il comitato promotore del referendum sta chiedendo una moratoria sulla privatizzazione ai servizi idrici. Secondo il decreto Ronchi infatti le gare di appalto per dare ai privati l’acqua pubblica ha due scadenze: 31 Dicembre 2010 e 31 dicembre 2011. Chi ha già vissuto l’esperienza dell’acqua privtiazzata non raconta storie felici. Le bollette sono aumentate del 100% e il servizio ha parecchie disfunzioni, meno controlli sulla qualità dell’acqua e sui servizi erogati.

Su “Italia in controluce” giovedì 18 novembre ore 6,30
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