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Il mistero dell’intercettazione di Crocetta – Le inchieste di Daniele Biacchessi

Il mistero dell’intercettazione di Crocetta

Le inchieste di Daniele Biacchessi

L’intercettazione telefonica che coinvolge il Governatore della Sicilia Rosario Crocetta esiste oppure è una bufala?
Andiamo con ordine. Venerdì scorso l’Espresso pubblica il contenuto di un verbale che riguarda una presunta telefonata tra Rosario Crocetta e Matteo Tutino, primario dell’ospedale palermitano Villa Sofia e medico personale del Governatore. Ad un certo punto Tutino affermerebbe che “Lucia Borsellino, va fatta fuori come suo padre”.
Crocetta dall’altra parte del telefono ascolterebbe senza intervenire.
La Borsellino è stata assessore alla sanità siciliana, ora dimissionaria.
Tutino è stato invece arrestato il 29 giugno scorso con l’accusa di falso, abuso d’ufficio, truffa e peculato.
Poche ore dopo la diffusione del contenuto del verbale, la procura di Palermo smentisce l’esistenza dell’intercettazione nell’inchiesta su Tutino, non sarebbe presente neppure tra le telefonate ascoltate dagli uomini dei Nas.
L’Espresso invece conferma che si tratta di un documento secretato, che il collega Piero Messina, autore dell’articolo, avrebbe ascoltato e verificato con il suo direttore Luigi Vicinanza.
La procura di Palermo è impegnata da mesi nel processo sui rapporti tra Stato e mafia.
Uno dei suoi PM Di Matteo è minacciato a morte dal capo dei capi Totò Riina e per questo motivo gli è stata potenziata la scorta.
Crocetta vinse le elezioni con un manifesto antimafia ed è inviso al Pd di Renzi e al Movimento 5 Stelle che oggi in Sicilia, se si votasse, sarebbe il primo partito.
Difficile non credere a magistrati come il procuratore Lo Voi quando assicura l’assoluta inesistenza dell’intercettazione. Difficile altresì pensare che questo documento sia finito nelle carte di qualche altra procura che però non avrebbe alcun titola ad indagare su Tutino.
E allora?
Di due l’una. O ha ragione l’Espresso e allora Crocetta si dovrebbe dimettere, oppure si tratta di una bufala, magari orchestrata da qualche funzionario dello Stato infedele, la cui presenza si evince in molte inchieste su mafia e terrorismo, allora per Crocetta si tratterebbe di una vittoria, personale e politica.

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  • Alessandro Arcara 11 agosto 2015 / ore 07:40

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